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Quanto tempo ci vuole per ristrutturare un appartamento?

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Manutenzione della casa: quando conviene demolire prima di una ristrutturazione
Chiunque ha intenzione di organizzare lavori di manutenzione in casa non può non chiedersi quanto ci vuole a ristrutturare un appartamento.
Iniziamo col dire che ovviamente non può esistere una risposta univoca a questa domanda. Tutto quello che si può fare è conoscere gli strumenti giusti per effettuare, in base ai dati in nostro possesso e l’ambiente su cui si ha intenzione di intervenire, una stima il più possibile efficace del tempo medio che occorrerà all’intera operazione.

La ristrutturazione in genere richiede di procedere con una demolizione totale o parziale degli ambienti interni dell’abitazione. L’operazione è certamente molto delicata quindi conoscere i tempi di demolizione casa e quanto questo possa impattare in termini di investimento è molto importante.

La prima fase è l’allestimento del cantiere, che va posto nella massima sicurezza. Il tipo di allestimento è simile a quello che si opera quando bisogna costruire una abitazione.
La seconda fase prevede la rimozione del tetto (se necessaria) e delle coperture mentre la terza delle sovrastrutture come impianti, pareti, muri non portanti.
La quarta e ultima fase, la rimozione delle strutture portanti, è la più rischiosa e quella che necessita del maggior professionismo affinché non si danneggino le strutture fondamentali, che è essenziale restino intatte.

La demolizione della casa è particolarmente consigliata qualora si voglia intervenire per sostituire degli impianti vecchi con dei nuovi a maggiore efficienza energetica o nel caso la struttura di un’abitazione sia particolarmente danneggiata e sin dalle fondamenta tanto da richiedere un costo maggiore per una ristrutturazione delle vecchie sovrastrutture che non per il loro abbattimento.

Quali sono i fattori che incidono sulle tempistiche finali di una ristrutturazione casa.
Sarà un sopralluogo da parte dei tecnici della ditta a cui si intende rivolgersi in definitiva a dover stabilire con esattezza il più preciso possibile la durata del’intero processo in base ad una serie di considerazioni su dei fattori essenziali.

Anzitutto ci si accerterà della dimensione e della posizione della casa e dello stato attuale di strutture e infissi. Se la ristrutturazione riguarda un monolocale o un appartamento o un ambiente domestico di più piani è chiaro che la durata dell’intervento cambierà considerevolmente, così come se il lavoro che intendiamo fare è integrale o riguarda solo certi ambienti (o persino parti minime di esse) e se la casa è difficilmente raggiungibile dai mezzi tecnici che sono necessari ai lavori.

Per fare un esempio l’ambiente ideale in cui lavorare è una abitazione nella quale tutte le zone sono distribuite in un solo piano, con un largo vano di ingresso privato ed esterno alla casa che non porti alcun tipo di impedimento ai ristrutturatori. Quando un appartamento si trova ad un piano elevato in un palazzo condiviso con altri condomini, quando per raggiungere certi ambienti è necessario servirsi di scale, richiedere autorizzazioni di terzi per utilizzare mezzi e strumenti è chiaro che il tempo della lavorazione si allunga considerevolmente.

Anche i materiali scelti e il tipo di rifiniture da realizzare con questi incide sui tempi; alcuni materiali per le loro caratteristiche intrinseche necessitano di maggiore investimento, così come alcuni tipi di rifiniture rispetto ad altre (un conto è imbiancare un muro, un conto installarvi un rivestimento in pietra).

Il cambiamento della mappa dell’appartamento può essere più o meno sostanziale; se bisogna demolire o ricostruire le pareti, ridisegnando completamente gli spazi l’impatto sul tempo di lavorazione sarà ovviamente più decisivo, così come lo sarà lo stato attuale degli impianti e il livello di intervento che bisogna attuare per rimetterli a nuovo.

La ristrutturazione dei pavimenti gioca anch’essa un ruolo fondamentale: il pavimento può essere rimosso e realizzato ex novo oppure si può procedere alla posa del nuovo su quello vecchio. Nel primo caso ovviamente il tempo di realizzazione aumenterà e come nel caso della decorazione delle pareti il tipo di materiale che si sceglierà può diversificare molto la durata di questa fase dei lavori; l’installazione di piastrelle ovviamente richiede tempi molto diversi di quella di un parquet.

A margine di tutte queste considerazioni va sempre preso in considerazione il fattore “imprevisto”. Più il lavoro è lungo, più persone dovranno operare più possibili rotture accidentali, sostituzioni improvvise ed errori di ogni tipo potranno capitare e rallentere l’intero processo.

Come sarà chiaro dunque il tempo di ristrutturazione totale è vincolato al tipo di lavorazione necessaria. In linea generale cercando di voler fornire un dato medio potremmo dire che i lavori di ristrutturazione oscillano dai 14 giorni di un appartamento di circa 100 mq, ai 2-3 mesi di una ristrutturazione totale, specie se una casa è particolarmente vecchia.

Cronoprogramma ristrutturazione appartamento: a cosa serve e chi lo gestisce
Ciò che va assolutamente fatto quando si decide di affrontare la ristrutturazione di un appartamento è redigere un documento dettagliato molto specifico che possa aiutarci in questa funzione, e come accennato a farlo sarà la ditta a cui ci siamo rivolti servendosi di una figura fondamentale: il direttore dei lavori.
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Questo documento assolutamente necessario per pianificare quale sarà la sequenza delle lavorazioni con assoluta precisione è il cronoprogramma dei lavori di ristrutturazione, ovvero la calendarizzazione delle varie fasi di intervento.

Se prima che comincino i lavori non disponiamo di un’organizzazione delle diverse tempistiche operative di tutte le diverse maestranze che interverranno nel cantiere incapperemo facilmente in una sovrapposizione dei diversi stadi di intervento favorendo disagi, rallentamenti e ritardi che porteranno ad uno spreco inutile di risorse e denaro.

Il cronoprogramma è quindi un documento di programmazione e coordinamento di un cantiere edile importantissimo ed è costituito da

    • Un grafico con le varie attività divise per livelli che permettono di individuare e separare la singola lavorazione da un’altra in base al costo o al tempo necessario perché venga portata a termine.
    • Il vero e proprio diagramma che ordina questi lavori assecondando la sequenzialità logico- temporale, corredato da un programma di esecuzione dei lavori.

Le lavorazioni necessarie vengono raggruppate in gruppi omogenei

    • lavori per allestimento del cantiere.
    • demolizioni
    • scavi
    • realizzazione delle strutture verticali
    • tramezzature interne ed esterne
    • intonaci e pavimentazione
    • Installazione impianti

Questi in genere sono lavori che riguardano ogni tipologia di ristrutturazione, ma ovviamente le fasi possono essere più numerose nel caso specifico in base all’ambiente su cui si sta intervenendo. In alcuni casi potranno essere necessarie lavori sui sottofondi, impermeabilizzazioni e così via.

Per ognuna di queste categorie va stimato preventivamente il numero di giornate di lavoro necessario, che viene calcolato a partire dal numero di uomini per ogni lavoro e il costo della loro manodopera.

Quanto ci vuole per ristrutturare un bagno.
Il bagno è insieme alla cucina una delle zone della casa in cui in genere si interviene maggiormente con la strutturazione, soprattutto perché è una delle zone a più rischio di usura per i materiali che compongono le varie superfici (di solito marmo, acciaio cromato, ceramica, plastica); nella zona del bagno di solito si concentrano e snodano inoltre tutti gli impianti principali della casa (fognario, idrico ed elettrico) che necessitano di costante attenzione e manutenzione per evitare che rompendosi o danneggiandosi provochino problemi.

Generalmente qualsiasi bagno è piastrellato o utilizza materiali differenti dal resto dell’abitazione la cui installazione richiede molto più tempo e dispendio di energie. Il bagno è per questo motivo una delle zone più complicate su cui intervenire.
Se inoltre si devono anche aggiungere sanitari nuovi, dai lavandini alla doccia passando per la vasca da bagno, possono anche servire dai 7 ai 10 giorni di attività prima di ottenere il risultato desiderato.

Se si è deciso di ristrutturare il bagno in maniera completa si potrà installare la tipologia di sanitari che si preferisce tra quelli sospesi o posizionati a terra; questo infatti dipende dalle tubature, se queste non devono essere cambiate si è costretti ad adattarli alle tubature esistenti. Se il materiale scelto per il pavimento è il microcemento, ben resistente ad acqua e umidità, si può sovrapporre alla pavimentazione già esistente garantendo un netto risparmio sia economico che di tempo.