listino prezzi bonifica amianto

Listino prezzi bonifica amianto 2018 orientativo

Costi e prezzi della bonifica dell’amianto

L’amianto è un minerale dotato di alcune ottime proprietà, che unite alla sua economicità, ne hanno determinato una larga diffusione per alcuni decenni: resiste al calore, agli agenti atmosferici, all’azione di agenti chimici. Purtroppo sono oggi tristemente noti anche i rischi per la salute che questo materiale comporta: pur non emettendo radiazioni o gas tossici esso disperde nell’ aria fibre microscopiche, che risultano nocive se non letali per la salute umana, con effetti devastanti per l’apparato respiratorio.

Seppure con notevole ritardo, l’amianto è stato severamente vietato in Italia con l’approvazione della legge 257 del 1992, da cui sono scaturite una serie di normative specifiche che comprendono le modalità di smaltimento. Nonostante l’intervento del legislatore e l’emanazione di incentivi ad hoc per favorire smaltimento e rimozioni, nel nostro paese restano attualmente decine di tonnellate di amianto.
Le bonifiche assumono dunque un’importanza vitale, visto che tutt’ora sono numerose le situazioni in cui v’è una “tacita”, inspiegabile convivenza con strutture o terreni contenenti tale pericoloso materiale.

rimozione eternit tetto

Fondamentale è affidarsi ad una ditta che possieda tutti i requisiti richiesti per uno smaltimento efficace: capacità finanziarie, mezzi tecnici, attrezzature adeguate, esperienza consolidata nel settore, e non ultimo una profonda conoscenza e rigorosa applicazione delle normative vigenti.

Spagliarisi opera fin dal 1989 e può vantare quindi un’esperienza pluriennale nel campo della bonifica dell’amianto. In quasi tre decenni di azione sul campo, offre a clienti vecchi e nuovi professionalità e competenza, seguendoli in tutto l’iter previsto, dagli adempimenti burocratici allo svolgimento delle specifiche tecniche necessarie per portare a buon fine l’operazione. Questo modus operandi ci ha portati ad essere un’azienda leader in Lombardia per lo svolgimento di questo servizio sempre più richiesto. Potrete rivolgervi a noi per:

  • abitazioni private
  • ville
  • condomini
  • aziende e capannoni industriali

I costi di bonifica possono variare a seconda di alcuni fattori, in particolar modo: la complessità e la durata dell’intervento richiesto, la struttura dell’immobile / capannone oggetto dell’operazione. Il prezzo richiesto per ogni kg di amianto è inversamente proporzionale alla quantità, per esempio si riduce notevolmente in caso di quantità rilevanti.

 

Di seguito, vi forniamo comunque una sintesi dei costi indicativi (tenete in considerazione che un metro quadro di eternit corrisponde a circa 15 kg).

Fino a mq

Costo/mq

Totale (IVA esclusa)

15

a forfait

€ 700

30

a forfait

€ 900

50

a forfait

€ 1.000

80

a forfait

€ 1.200

100

€ 14,00/mq

€ 1.400

200

€ 11,00/mq

€ 2.200

300

€ 10,17/mq

€ 3.050

400

€ 9,25/mq

€ 3.700

500

€ 8,30/mq

€ 4.150

750

€ 7,87/mq

€ 5.900

1.000

€ 7,40/mq

€ 7.400

2.000

€ 6,75/mq

€ 13.500

3.000

€ 6,65/mq

€ 19.950

4.000

€ 6,50/mq

€ 26.000

5.000

€ 6,40/mq

€ 32.000

Come potrete evincere, si tratta di un prezzario assolutamente concorrenziale rispetto al costo medio di smaltimento in Lombardia. Il favorevole rapporto qualità prezzo è infatti alla base del successo commerciale della nostra ditta, e ci ha permesso di fidelizzare una vasta clientela nel corso della nostra ormai lunga storia.

Effettuiamo dettagliati sopralluoghi, in cui vagliamo attentamente le condizioni della copertura e dell’area oggetto dell’intervento, sondiamo il sito da bonificare, effettuiamo rilevazioni fotografiche, preleviamo campioni da analizzare e forniamo una stima trasparente dei costi, nel quali sono compresi:

  • il Piano di Lavoro presso l’Asl di competenza. I lavori di demolizione o rimozione dei materiali contenenti amianto possono essere effettuati solo da imprese iscritte all’ “Albo nazionale gestori ambientali”.
    I contenuti del piano sono commisurati alle potenzialità di rischio delle diverse tipologie di bonifica, e riguardano alcuni aspetti salienti dello svolgimento dei lavori come: fornitura ai lavoratori dei dispositivi di protezione individuale, verifica dell’assenza di rischi dovuti all’esposizione all’amianto sul luogo di lavoro, tempistiche di eventuale esposizione a materiali nocivi, adozione di sistemi per evitare rischi di cadute dall’alto, segnaletica e allestimenti di sicurezza, modalità e luogo di stoccaggio temporaneo, analisi microclimatica, monitoraggio ambientale.

 

  • la certificazione finale di avvenuto smaltimento. Allo stato attuale infatti, quando il rifiuto è avviato a smaltimento il produttore deve esibire il certificato di avvenuto smaltimento rilasciato dal titolare dell’impianto.
sacchi smaltimento amianto

Principali procedure di smaltimento dell’amianto

Innanzitutto sottolineiamo che esistono due macro-tipologie di amianto:

  1.  Amianto friabile, più polveroso e di conseguenza più nocivo, può essere facilmente sbriciolato o ridotto in polvere con la semplice pressione manuale; è utilizzato prevalentemente in costruzioni civili ed industriali per le sue eccellenti proprietà di resistenza al fuoco e coibentazione acustica ed in costruzioni con strutture portanti in ferro (palestre, sale conferenza).
  2.  Amianto compatto, il materiale è duro e può essere sbriciolato o ridotto in polvere solo con l’impiego di attrezzi meccanici; le fibre sono fortemente legate in una matrice stabile e solida per cui difficilmente si liberano e non esistono particolari rischi per la salute.

A seconda della tipologia di amianto, delle caratteristiche del luogo oggetto dell’intervento, e dei desiderata del cliente, possono essere applicate diverse tecniche di smaltimento e bonifica, delle quali vi forniamo una breve ma esaustiva panoramica.

  • Rimozione. Risulta il metodo di bonifica più diffuso poiché è la soluzione risolutiva che elimina ogni potenziale fonte di esposizione ed ogni necessità di attuare specifiche di contenimento future, liberando l’edificio dall’amianto in via definitiva. Consiste nella rimozione dei materiali contenenti amianto, trasformandoli in rifiuti, e nella loro sostituzione eventuale con materiali alternativi, e comporta un rischio estremamente elevato per i lavoratori addetti e per la contaminazione dell’ambiente.

 

  •  La sovracopertura è il metodo che in genere presenta costi più contenuti. Attraverso il nuovo strato applicato la copertura acquista maggiori prestazioni termoigrometriche e risulta poi praticabile per la manutenzione. La sovracopertura non comporta produzione di rifiuti tossici né aerodispersione, a condizione che il fissaggio del nuovo manto venga svolto nel modo corretto.

 

  • Incapsulamento. Questa tecnica di bonifica dei Materiali Contenenti Amianto si presta principalmente a manufatti non eccessivamente degradati o corrosi da agenti atmosferici o da concrezioni organiche. Mediante questo metodo di bonifica dell’amianto, la superficie dei manufatti, esposti agli agenti atmosferici, viene trattata con sostanze idonee certificate ad inglobare ed ancorare saldamente le fibre di amianto nella matrice cementizia ed impedirne il rilascio nell’ambiente.
    Eseguiamo questa tecnica con prodotti e trattamenti all’avanguardia, e rilasciamo regolare certificazione di avvenuto incapsulamento.

 

Smaltire l’amianto con tecniche economiche fai da te è assolutamente sconsigliabile. In mancanza di esperienza e mezzi adeguati perfino un’azienda organizzata può fallire nell’esecuzione della procedura corretta che, come abbiamo precedentemente illustrato, va effettuata con perizia seguendo degli schemi precisi e collaudati. Attenzione a non fare smaltimento fai da te dunque, i rischi di fallimento sono elevati, ma soprattutto si rischia di compromettere gravemente ed invano la propria salute, la cui tutela sarebbe proprio il fine ultimo di un’operazione del genere.

Un eccellente materiale sostitutivo è il fibrocemento, costituito da una mistura di cemento e fibre con un’elevata resistenza alla trazione, utilizzato in particolare nell’edilizia. I manufatti ottenuti con questa mescola hanno una notevole resistenza alla corrosione, alla temperatura e all’usura, insieme a una notevole leggerezza.
Esiste anche una tipologia di questo materiale detta fibrocemento ecologico, che si presta alla costruzione di diverse tipologie di manufatti edili, grazie alla sua versatilità e alle sue caratteristiche tecniche. La sua resistenza ne permette anche l’impiego come materiale portante, ad esempio in forma di lastre sottocoppo. Per impieghi simili viene utilizzato in “versione rinforzata” con reggette in polipropilene che ne aumentano la resistenza. Ottima pure la durata (10-15 anni), seppur non paragonabile all’eternit.

I nostri interventi

bonifica eternit

Bonifica Eternit

Rimozione, previo incapsulamento, delle coperture in amianco-cemento (Eternit) e ripristino della copertura con pannelli metallici coibentati o

bonifica amianto friabile

Bonifica Amianto Friabile

Interventi di bonifica di amianto friabile, rivestimento di tubature coibentate in amianto cemento senza disperdere fibre nell’ambiente

bonifica fibre vetrose

Bonifica fibre vetrose (FAV)

Eseguiamo la bonifica delle fibre artificiali di vetro che presentano il rischio di dispersione nell’ambiente circostante, e loro smaltimento alle discariche autorizzate.

coperture coibentate

Coperture Coibentate

Installazione Coperture Coibentate in alluminio coibentato con schiuma poliuretanica di spessori e portate diverse.
Installazione di coperture metalliche economiche.

installazione linea vita e sistemi anticaduta

Installazione Linea Vita

Installiamo Linee Vita e sistemi anti caduta su tetti nuovi ed esistenti, sia in edifici industriali che in condomini, villette e case indipendenti.

ristrutturazioni edili

Ristrutturazioni Edili

Ristrutturazioni di condomini, appartamenti, edifici industriali e commerciali.
Ristrutturazione facciate, rifacimento tetti.

Normativa vigente in materia di amianto

Con la Legge 257/92 è stata decretata la cessazione dell’estrazione e della produzione di amianto dopo che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha verificato la correlazione tra l’esposizione a fibre di amianto e alcune patologie a carico dell’apparato respiratorio.

Il DM 6 settembre 1994 contiene i principi per la valutazione del rischio, la sicurezza durante gli interventi di bonifica, le metodologie per le indagini di laboratorio, cui fanno riferimento anche decreti successivi.

La valutazione del rischio si basa principalmente sull’ispezione visiva dei materiali contenenti amianto, finalizzata all’individuazione di:

  • tipo e condizione dei materiali;
  • fattori di possibile danneggiamento e degrado;
  • fattori di diffusione delle fibre ed esposizione degli individui.
tetto in eternit rotto

Il decreto riporta norme a carattere “prescrittivo” (obbligatorie) e norme a carattere “indicativo” (linee guida non vincolanti).

Col passare degli anni ed il susseguirsi di diversi governi ed orientamenti, sono state approvate numerose leggi e regolamenti, anche a carattere regionale, che hanno tuttavia sortito l’effetto di aumentare la confusione normativa e resa ostica l’applicazione dei pur giusti principi in esse contenuti.

Per mettere ordine tra le oltre 200 leggi statali e i circa 400 atti normativi regionali sull’amianto nel novembre 2016 è stato presentato al Senato un Testo Unico per il riordino, il coordinamento e l’integrazione di tutta la normativa. Il testo, elaborato dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno degli infortuni e delle malattie professionali, tocca diverse materie: dall’ambiente alla sicurezza del lavoro, dallo sviluppo alla giustizia, dalla tutela della sicurezza sul lavoro alla tutela della salute collettiva.

Per l’amianto è prevista la rimozione obbligatoria per legge, tramite l’incapsulamento o la definitiva rimozione, cui debbono seguire lo smaltimento e la bonifica dell’area interessata, nel caso che sia friabile o, pur essendo compatto, sia mal conservato. All’interno della norma sono anche fissati i limiti di fibre di amianto che possono essere respirati nei luoghi di lavoro in cui si provvede allo smaltimento o alla bonifica.

Le rimozioni possono essere effettuate solo da ditte specializzate iscritte ad un apposito Albo Nazionale dei Gestori del rifiuto (DM. 05 febbraio 2004), visto che tutte le tecniche risultano complesse sia dal punto di vista operativo che di certificazione. Per quanto concerne la rimozione vi sono ulteriori obblighi a carico dei datori di lavoro che intendono far eseguire i lavori ai dipendenti (valutazione del rischio, redazione di un piano di lavoro formazione specifica ai dipendenti, sorveglianza sanitaria).

Agevolazioni fiscali e finanziamenti, occasioni da non perdere

Il 2018 si presenta come uno degli anni più favorevoli per usufruire di incentivi vantaggiosi per bonifica e rimozione dell’amianto. Infatti il Programma Operativo Regionale (POR FESR) 2014-2021, che dispone di un misto di fondi nazionali e comunitari, ha stanziato miliardi di euro, ed è attualmente nella sua fase clou. Le problematiche di tutela ambientale e sicurezza sul lavoro sono state poste al centro del piano, e vi sono numerosissime opportunità proprio di ottenere finanziamenti a fondo perduto o finanziamenti agevolati a tassi estremamente favorevoli. Per assicurarsi i fondi bisognerà partecipare ad un bando pubblico; la concorrenza è alta e talvolta conviene affidarsi a dei professionisti di finanza agevolata, da remunerare solo in caso di successo.

L’opportunità più rilevante a livello nazionale resta sicuramente il BANDO ISI INAIL per la sicurezza sul lavoro, che viene riproposto con decorrenza annuale, ed è regolarmente stato emanato anche per il 2018, con un budget oltremodo significativo di 60 milioni di euro, ripartiti regione per regione.

Possono partecipare aziende che presentano progetti di bonifica dei materiali contenenti amianto. Il finanziamento è costituito da un contributo a fondo perduto pari al 65% delle spese ammissibili, che va dai 5.000 € ai 130.000 €; per contributi superiori a 30.000 € è possibile chiedere un’anticipazione del 50% del contributo.
Possono fare domanda tutte le imprese regolarmente iscritte alla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di riferimento; l’unico settore escluso è quello della produzione primaria di prodotti agricoli. Il flusso di presentazione della domanda prevede una pre-valutazione, il cui punteggio determinerà l’ammissibilità, e un click-day per l’invio telematico (che rappresenta la fase di scrematura più ostica da superare) direttamente dal portale dell’INAIL.

I progetti ammissibili, così’ come riportato dalla normativa ufficiale, riguardano:

  • Rimozione di intonaci in amianto applicati a cazzuola o coibentazioni contenenti amianto applicate a spruzzo da componenti edilizie
  • Rimozione di MCA da mezzi di trasporto
  • Rimozione di MCA da impianti e attrezzature
  • Rimozione di piastrelle e pavimentazioni in vinile amianto, compresi eventuali stucchi e mastici contenenti
  • Vista l’entità dello stanziamento, più unico che raro in un momento storico di carenza di fondi pubblici, e l’elevatissima intensità dell’aiuto (65 per cento), si tratta di un’opportunità imperdibile per le aziende e ovviamente la concorrenza è agguerritissima. I fattori chiave di successo per la partecipazione a questa misura sono:
  • Chiara esplicazione dei rischi sul Documento di Valutazione dei Rischi (DVR)
  • Dimensione aziendale (le piccole e medie imprese sono avvantaggiate rispetto alle grandi in sede di punteggio)
  • Abilità e velocità per superare il click day

Un cospicuo credito di imposta, il cosiddetto bonus amianto, pari al 50 per cento delle spese ammissibili, ripartite in tre quote annuali di pari importo, spetta ancora per il 2018 ed il 2019 a tutti i titolari di reddito di impresa che abbiano effettuato operazioni di bonifica nell’annualità 2016 (GU 17 ottobre 2016). Di seguito, una lista degli interventi ammissibili:

  1.  Lastre di amianto piane o ondulate;
  2.  Coperture in eternit;
  3.  Tubi, canalizzazioni e contenitori per il trasporto e lo stoccaggio di fluidi, a uso civile e industriale in amianto;
  4.  Sistemi di coibentazione industriale in amianto;
  5.  Coperture e manufatti di beni e strutture produttive.

Il Documento di Economia e Finanza (DEF) 2018 chiarirà il destino delle vecchie agevolazioni e potrebbe aprire le porte a nuovi incentivi, visto che dovrebbe essere particolarmente focalizzato su salvaguardia dell’ambiente ed efficienza energetica.

 

Rifacimento tetto condominiale, procedure e detrazioni previste

Importante rilevante sono i casi in cui sia riscontrata la presenza di amianto in un condomino.

Precisiamo che a norma di legge l’amministratore di condominio deve effettuare un censimento ed una mappatura dei manufatti in amianto presenti nelle parti comuni, avvalendosi a tal fine di un tecnico abilitato che dovrà compilare un’apposita scheda.
Nel caso le verifiche opportune diano riscontro positivo, bisognerà informare gli occupanti dell’edificio e gli addetti alla pulizia o alla manutenzione sui rischi e sulle cautele da adottare, controllare almeno una volta all’anno lo stato di conservazione del materiale e, ai sensi del decreto ministeriale 6 settembre 1994, tenere e conservare una apposita documentazione sulla presenza dell’amianto. Se i manufatti risultano danneggiati o in pessime condizioni sarà necessario lo smaltimento degli stessi e la successiva ristrutturazione della parte bonificata.

Anche i proprietari degli immobili che hanno una tettoia, un tetto o una qualsiasi copertura in eternit sono obbligati a presentare denuncia all’Asl, cioè a segnalarne la presenza alle autorità sanitarie locali. Seppure la copertura non rappresenti un pericolo imminente, l’azione degli agenti atmosferici, che può rendere l’amianto friabile, contribuisce al rilascio nell’aria delle famose particelle letali.

Gli interventi richiesti non possono essere effettuati dai privati, né da una qualsiasi ditta edilizia, ma va richiesto l’ausilio di un ‘impresa specializzata che effettui la rimozione, l’unico intervento in grado di risolvere il problema alla radice.

Per quanto riguarda le agevolazioni, segnaliamo la classica detrazione fiscale IRPEF, con la quale è possibile detrarre il 50% (dall’imposta sui redditi del soggetto beneficiario) delle spese sostenute, in 10 quote annuali, fino ad un tetto massimo di 96.000 € totali di spesa. Un’opzione interessante consiste nel cumularla con gli incentivi per l’efficienza energetica, per esempio grazie all’installazione di un impianto fotovoltaico.