tetto in eternit usurato e friabile

Amianto

Che cos’è l’amianto

L’amianto minerale è largamente diffuso in natura, conosciuto sin dall’antichità. Infatti il nome deriva dal greco e significa candido, incorruttibile e il suo sinonimo Asbesto significa perpetuo e perenne.
L’amianto viene estratto generalmente in miniere a cielo aperto, dove la roccia madre viene macinata e si provvede all’arricchimento del materiale, che consiste nel rimuovere ganga ed altre impurità per offrire alle industrie amianto immediatamente utilizzabile nel ciclo produttivo.
L’amianto estratto ed arricchito si presenta sotto forma di un ammasso di fibre molto sottili coese tra loro. La duttilità delle sue fibre ha permesso svariati impieghi sfruttandone le proprietà fisiche e chimiche del minerale.

L’amianto ha diverse proprietà: resiste al fuoco e alle alte temperature nonché agli agenti chimici (acidi) e biologici.
Ha caratteristiche fonoassorbenti ed è stato impiegato per le sue proprietà termoisolanti come isolante termico per edifici, autovetture e carrozze ferroviarie.
Infine si amalgama perfettamente con i leganti idraulici in edilizia (cemento, gesso, calce) e si accoppia altrettanto facilmente con alcuni polimeri.

cava amianto torino

L’elevata resistenza alle temperature e al fuoco delle sue fibre era nota sin dall’antichità. Infatti veniva impiegato dai Persiani e dai Romani nelle cremazioni, avvolgendo i corpi dei defunti entro manufatti di amianto allo scopo di ottenere ceneri più pure e chiare.
Marco Polo, nel Milione, narra dell’impiego delle fibre di amianto nella tessitura di tovaglie, e lo ritroviamo anche come componente di sostanze medicamentose sino agli anni ’60. Gli ultimi preparati medicamentosi contenenti amianto furono una polvere contro la sudorazione dei piedi e una pasta per l’otturazione dei denti.
Ma tra i variegati impieghi dell’amianto è l’industria delle costruzioni ad aver attinto i maggiori benefici nel secolo scorso.

tettoia in eternit

Le differenze tra amianto ed eternit

Si deve attendere infatti l’inizio del ventesimo secolo per lo sviluppo dell’impiego dell’amianto in edilizia quando nel 1901 l’austriaco Ludwig Hatschek brevettò un rivestimento per tetti in cemento-amianto cui diede il nome di Eternit, richiamandosi al vocabolo latino aeternitas, per rafforzare l’immagine di un materiale altamente resistente e duraturo nel tempo. Hatschek rilasciò le licenze per lo sfruttamento del suo brevetto, una per ogni Paese interessato, con l’obbligo di mantenere il nome Eternit. In Italia il brevetto venne acquisito dall’ingegner Mazza, che aprì il primo stabilimento italiano a Casale Monferrato nel 1907. In seguito, nel 1912, fu sempre l’ing. Mazza a brevettare la prima tubiera per la produzione di tubi in cemento-amianto.
L’impiego dell’amianto nel cemento conferiva al manufatto le caratteristiche di resistenza al fuoco e isolamento termico, e la dispersione delle fibre nella matrice cementizia incrementava il punto di fessurazione nei manufatti migliorandone anche la resistenza alle flessioni e agli urti, ottenendo un manufatto relativamente leggero ed economico contribuendo così a raggiungere un importante impiego nel settore delle costruzioni.

Parallelamente degli studi iniziati negli anni ’60 iniziarono a correlare il mesotelioma, tumore dei polmoni, con l’impiego dell’amianto.
Una volta accertata la cancerogenicità dell’amianto e la messa al bando in un gran numero di Paesi tra cui l’Italia, si è posta la questione della messa in sicurezza dell’amianto esistente. Il largo impiego nell’edilizia ha amplificato il problema, costringendo i legislatori a porre rigidi protocolli di bonifica a tutela della salute pubblica.

Dove posso trovare l’amianto

I manufatti di cemento-amianto sono stati largamente impiegati in edilizia nella costruzione di acquedotti, nella realizzazione di guarnizioni idriche per rubinetti, come coperture e protezioni dal fuoco e isolanti termoacustici.
Le sue svariate proprietà lo hanno reso materiale insostituibile (almeno finché era ancora legale l’impiego) e l’uso massiccio in edilizia di materiali compositi contenenti amianto fino al 1983 ha disperso i componenti in tutte le parti del fabbricato.

Dove si trova l’amianto nelle case?
Nei garage è stato impiegato come protettivo antifuoco, applicato a spruzzo su travi, pilastri e soffitti.
Nelle centrali termiche degli edifici come refrattario all’interno della caldaia e contro la dispersione termica nelle coppelle delle tubazioni del riscaldamento.
Nei tetti è stato impiegato come lastra di copertura ondulata o piana a vista o come sotto coppo.
Come componente di pannelli termoisolanti ha trovato il suo impiego sia nei rivestimenti a cappotto che nelle pareti divisorie degli appartamenti.

serbatoi acqua potabile in eternit

Unito a gesso ha avuto un largo impiego nelle controsoffittature, soprattutto per le sue proprietà di isolante acustico
Sempre all’interno degli spazi pubblici o dentro casa sono stati posati migliaia di metri quadri di vinil-amianto come pavimentazione (linoleum)
Lo troviamo anche come componente delle canne fumarie degli edifici per la sua resistenza al calore.
Sono state realizzate, oltre alle condotte idriche, anche vasche di raccolta acqua in cemento-amianto.
Gli impieghi sono stati molteplici e l’amianto nelle costruzioni realizzate fino agli inizi degli anni ’80, è largamente presente nei manufatti e componenti isolanti impiegati nei diversi ambienti dell’edificio.
Ricordiamo che l’amianto è notoriamente pericoloso quando vengono inalate le fibre, quindi sin che i manufatti che lo contengono sono integri e non presentano danneggiamenti il rischio è sotto controllo. Va monitorato continuamente, e se si notano dei degradi nei componenti bisogna ricorrere subito ad un tecnico che eseguirà il monitoraggio per rilevare il rischio, ed eventualmente impostare subito l’intervento di bonifica.
Particolare attenzione va posta durante i lavori di ristrutturazione di appartamenti in cui l’amianto, o meglio i pannelli contenenti amianto, è stato impiegato come isolante termoacustico. Eventuali demolizioni, danneggiando i pannelli isolanti contenenti amianto, disperderebbero le fibre nell’aria esponendo al pericolo non solo gli operatori, ma anche gli ignari vicini.
E’ buona norma, prima di iniziare la ristrutturazione, informarsi sui materiali e sulle tecniche costruttive impiegate, soprattutto se la costruzione dell’immobile è antecedente al 1994.
Le bonifiche negli edifici riguardano principalmente l’amianto floccato usato come rivestimento nei garage e in alcuni casi come protettivo delle tubazioni e le lastre in cemento-amianto, ossia dove l’amianto può disperdere fibre nell’ambiente, mentre all’interno di pareti o nelle murature risulta confinato e non da problemi alla salute.

Quando l’amianto diventa pericoloso?

La peculiarità dell’amianto, l’essere costituito da filamenti microscopici ed altamente friabili, diventa anche il primo pericolo per la salute dell’uomo. Infatti le fibre si librano nell’aria e possono essere inalate. Tanto più la fibra sarà piccola, tanto più penetrerà a fondo nell’apparato respiratorio, dal quale non potrà più essere espulsa ne essere aggredita. L’accumulo di fibre inalate porta all’insorgenza di tumori che hanno causato una lunga scia di morti.
I casi di mesotelioma riscontrati dovuti all’amianto sono principalmente localizzati negli addetti alla produzione di manufatti e negli abitanti delle zone circostanti i siti produttivi, ossia laddove la quantità pericolosa di amianto dispersa nell’aria era elevata. Soprattutto considerando che fino a metà degli anni ’70 la produzione si svolgeva “a secco” liberando quindi più fibre nell’ambiente.
La pericolosità dell’amianto pertanto si deve all’accumulo costante e continuo di fibre introdotte per inalazione e l’aver respirato una volta l’amianto non comporta gli stessi rischi di una esposizione prolungata in un ambiente ricco di fibre in sospensione.

fibre amianto

Nei manufatti se l’amianto è ben confinato all’interno di una matrice in ottimo stato, i rischi per la salute si riducono.
Nelle coperture in Eternit in buono stato di conservazione e non friabili, le fibre non possono disperdersi nell’ambiente perché trattenute dal cemento.
Se si ha una copertura in Eternit è importante contattare un’azienda specializzata per controllare lo stato di conservazione della copertura, come previsto dal Decreto Ministro della Sanità del 06/09/94. Nel caso che l’ispezione rilevasse la friabilità della copertura e il conseguente rischio di rilascio in atmosfera delle fibre contenute, a questo punto si deve predisporre un intervento di bonifica nei tempi previsti dalla legge.
E’ da evitare assolutamente la bonifica o rimozione fai da te. I pericoli della rimozione dell’amianto da parte dei privati è che in primo luogo non si rispettino le procedure di sicurezza imposte dalla legge, e poi che la rimozione avvenga con rottura delle lastre dovuta all’imperizia, che comporta una maggior dispersione di fibre nell’ambiente.
Non bisogna invece sottovalutare e procrastinare l’intervento sulle lastre quando queste sono rotte in alcuni punti o in evidente stato di degrado.
L’eternit rotto è pericoloso perché le fibre lasciate libere dalla matrice cementizia si rompono e si disperdono diventando inalabili. Inoltre una lastra rotta o degradata è più facilmente aggredibile dagli agenti atmosferici che, indebolendo la matrice cementizia, rilascia progressivamente le fibre non più coese ad essa.
Le normative vigenti hanno predisposto un accurato protocollo per il trattamento dell’amianto, supportate dagli interventi legislativi delle singole regioni.

amianto spruzzato casa

Come posso sapere se l’amianto è presente

Innanzitutto bisogna essere certi che il manufatto o l’immobile sia stato prodotto antecedentemente il 1994. Da questa data in poi ogni costruzione è priva, per legge, di materiali contenenti amianto o cemento-amianto, poiché con la legge si è imposto il divieto alla commercializzazione, estrazione e produzione di materiali contenenti amianto.
Come riconoscerlo? Se l’immobile è antecedente al 1994 (o costruito in quella data. La legge ha imposto una data come termine ultimo di commercializzazione di prodotti contenenti amianto, ma non c’è la certezza che le scorte di tali prodotti non siano state impiegate anche in seguito) se si riesce a risalire al capitolato d’appalto, un fondato dubbio ci potrà essere nelle diciture “cemento fibrorinforzato” o “fibrocemento” e nei materiali impiegati come isolanti termici e fonoassorbenti.
Come riconoscere l’amianto dal fibrocemento?
Nel caso ci fossero dubbi sul fibrocemento esposto anche se non degradato è bene richiedere un sopralluogo di un tecnico competente che esamini il manufatto, e possa prelevare in piena sicurezza un campione da inviare in un laboratorio per eseguirne l’analisi.
Non ci sono altri mezzi per identificare la presenza di amianto. Nemmeno dal colore della polvere di amianto che anche se bianca può essere dovuta anche ad altre componenti. Inoltre le fibre sono così minuscole e leggere che una volta liberate dalla matrice e libratesi nell’aria non sono facilmente visibili.
Quindi l’unico modo su come riconoscerlo è affidarsi ad un tecnico di un’azienda esperta del settore bonifiche amianto.

Normative amianto per la regione Lombardia

A fronte della normativa nazionale sull’amianto, la Regione Lombardia ha ampliato le disposizioni territoriali promuovendo dapprima il Piano Regionale Amianto Lombardia e successivamente nel 2012 ha imposto l’obbligo di informare gli Enti Territoriali competenti della presenza di amianto, introducendo sanzioni amministrative a carico dei proprietari da 100€ a 1500€.
Con l’emanazione del Piano Regionale Amianto Lombardia nel 2006, ha affrontato il problema dell’amianto ponendosi l’ambizioso obiettivo di rimuovere l’amianto dall’intero territorio regionale entro il 2020. Il PRAL ha demandato ad ARPA Lombardia il compito di realizzare la mappatura delle coperture in cemento-amianto tramite telerilevamento, così da ottenere un censimento amianto lombardia.
Nel 2007 sono state effettuate delle riprese aeree su aree selezionate che hanno permesso di rilevare e stimare la volumetria delle coperture in cemento-amianto.

Quindi a distanza di 5 anni ha ripetuto la mappatura e confrontato le variazioni rispetto al 2007, rilevando che circa un quarto delle coperture in cemento-amianto erano state oggetto di bonifica.

tetto con amianto

Inoltre Il Decreto Direzione Generale Sanità Regione Lombardia del 2008 ha introdotto un indice di degrado per la valutazione delle coperture al quale sono correlati i successivi interventi tra i quali l’obbligo di rimozione amianto privati della copertura entro 12 mesi se questa risulta degradata al punto di costituire pericolo di immissione di fibre nell’ambiente. Questo indice di degrado si pone come riferimento per i professionisti incaricati di valutare le condizioni dei manufatti, colmando così una lacuna della legge nazionale.
Il censimento delle coperture in cemento-amianto viene costantemente aggiornato tramite il sistema applicativo GeMA, acronimo di Gestione Manufatti Amianto, divenuto obbligatorio per le imprese del settore dal 2014, che permette di inoltrare tempestivamente le notifiche e i piani per i lavori di bonifica all’organo di vigilanza competente.
Recentemente la denuncia amianto asl viene gestita dall’Agenzia Territorio e Salute (ATS) in seguito al riordino del gennaio 2016

I nostri Servizi

  • Sostituzione di lastre di Eternit con altre coperture, scelte in funzione delle necessità tecniche ed economiche del cliente;
  • Bonifica da amianto (rimozione, confezionamento ed incapsulamento);
  • Sostituzione di canne fumarie con doppia parete in acciaio;
  • Sostituzione di pavimentazioni in vinil amianto con pavimenti in gomma, etc.;
  • Realizzazione di sopracoperture con sistemi isolanti, etc.;
  • Analisi per la determinazione delle caratteristiche del materiale;
  • Progettazione e formulazione del Piano di Lavoro e del Piano Operativo di Sicurezza;
  • Esecuzione della decontaminazione nel rigoroso rispetto delle leggi e norme in vigore;
  • Imballaggio, trasporto e conferimento di materiali contenenti amianto presso un centro di stoccaggio provvisorio autorizzato e/o una discarica definitiva;
  • Realizzazione di monitoraggi ambientali con rilascio del certificato di analisi da parte di Laboratorio Chimico autorizzato dal Ministero della Sanità;